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Acute osservazioni

24 maggio 2008
perfezione

Ho letto le prime pagine del libro Le leggi della semplicità e mi sono venute in mente le parole di Antoine de Saint-Exupéry:

La perfezione si ottiene non quando non c’è nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più niente da togliere.

Antoine si contraddice, doveva dire:

La perfezione si ottiene quando non c’è più niente da togliere.

Torno a studiare Semantica (che xe mejo™).

From → vita

8 commenti
  1. jwc permalink

    Bellissima :)

    Ma non so perchè quando penso alla perfezione non penso a un numero di elementi ma solo ad un fatto di equilibrio.

    Secondo me la perfezione è equilibrio, bilanciamento, no item

  2. Betty permalink

    Ti reificherò per questo.

  3. Somehow i missed the point. Probably lost in translation :) Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Fuel
    .

  4. invece de Saint-Exupéry non si contraddice. è la sintesi tra forma, tecnica e funzione che porta l’efficienza verso la perfezione: prova a disegnare una forchetta: davvero non è una questione di aggiungere, ma di arrivare a non aver piu’ nulla da togliere

  5. Concordo al 100% con Sal Armela.
    Saint-Exupéry dice molto bene. Basti pensare al barocco (una perfezione che voleva essere raggiunta per sommatoria di abbellimenti) o ad architetture molto più essenziali, ma proprio per questo più gradevoli e vicine alla perfezione (le piramidi ad esempio). Oppure a una scrittura ampollosa e ridondante, che per quanto erudita risulta pesante, contrapposta a quella che rinuncia a tutto il superfluo per cogliere e trasmettere solo l’essenziale, ad esempio l’inarrivabile “M’illumino d’immenso” di Ungaretti.

    Perdona vrde, ma mi sembra che sei tu a non aver colto l’essenza della citazione… :o)

  6. vrde permalink

    Sal Armela e daniele, devo contraddirvi, quello che ho fatto è prendere la citazione di Antoine e togliere ciò che era ridondante, insomma ho applicato la citazione a se stessa.

  7. Acuta osservazione, ma allora avresti dovuto scrivere un commento vuoto! ;-)

    Scherzi a parte, non è ridondante, esprime semplicemente gli estremi di una polarità: cercare la bellezza/perfezione per addizione o per sottrazione. C’è chi sposa la prima e chi la seconda via. Occhio, che a farsi troppo schermo della mente razionale sfugge l’essenziale che è invisibile agli occhi (giusto per citare ancora Saint-Exupéry) e che si capisce solo col cuore.

    Un abbraccio e buona serata

  8. vrde permalink

    Mi sa che non ci siamo capiti.
    Era un brillante jeu de mots.

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